Potenza impegnata e potenza disponibile: cosa significano e perchè contano
Quando si parla di una fornitura elettrica, spesso si guarda soprattutto ai consumi espressi in kWh.
Per un'azienda, però, c'è un altro dato importante da considerare: la potenza, espressa in kW.
Potenza impegnata, potenza disponibile e potenza massima prelevata sono termini che compaiono nella documentazione della fornitura e nella bolletta, ma che non indicano la stessa cosa.
Capire la differenza è utile per verificare se la potenza associata a una fornitura è adeguata alle esigenze dell'attività e per evitare di sostenere costi non necessari o, al contrario, di avere una potenza insufficiente rispetto ai propri utilizzi..
1. Che cos'è la potenza impegnata?
La potenza impegnata è il livello di potenza associato alla fornitura.
ARERA la definisce, nei casi previsti, come la potenza contrattualmente impegnata, cioè il livello indicato nel contratto e reso disponibile dal venditore. In altri casi la definizione è collegata al valore massimo della potenza prelevata nel mese.
In termini semplici, possiamo pensare alla potenza impegnata come alla “taglia” della fornitura.
È espressa in kW e non va confusa con l'energia consumata, che invece viene misurata in kWh.
La differenza è importante:
kW = potenza, cioè quanta energia elettrica può essere richiesta in un determinato momento;
kWh = energia, cioè quanta energia viene effettivamente consumata nel tempo.
Per esempio, un'attività può avere una fornitura con una determinata potenza impegnata e consumare complessivamente molti kWh durante l'anno.
2. Potenza impegnata e potenza disponibile: qual è la differenza?
I due termini sono spesso utilizzati come se fossero sinonimi, ma tecnicamente non lo sono.
La potenza disponibile indica la massima potenza prelevabile in un punto di prelievo senza che il cliente venga disalimentato. La potenza impegnata, invece, riguarda il livello di potenza rilevante secondo le condizioni contrattuali e regolatorie della fornitura.
Per alcune forniture, quindi, la potenza disponibile può essere superiore alla potenza impegnata.
Un esempio semplice è quello di una fornitura domestica da 3 kW: ARERA indica che, nella grande maggioranza delle abitazioni, la potenza impegnata è 3 kW, mentre la potenza disponibile è superiore.
Per le aziende, invece, la situazione può essere molto più articolata e dipende dalle caratteristiche della fornitura.
3. Che cos'è la potenza massima prelevata?
La potenza massima prelevata indica il livello massimo di potenza effettivamente prelevato dalla rete in un determinato mese, secondo quanto rilevato dal contatore.
È un dato particolarmente utile perché permette di confrontare ciò che è stato effettivamente utilizzato con la potenza associata alla fornitura.
Nella bolletta sono disponibili i dati relativi alla potenza massima prelevata nei diversi mesi. ARERA indica che queste informazioni possono essere utilizzate per valutare se la potenza impegnata è superiore alle proprie esigenze.
Per un'azienda, questo confronto può essere molto più utile del semplice dato di consumo annuo.
Un'attività potrebbe infatti consumare molti kWh nell'arco dell'anno senza avere necessariamente bisogno di una potenza molto elevata in ogni momento.
Al contrario, un'azienda con consumi annui relativamente contenuti potrebbe avere bisogno di una potenza elevata in determinati momenti, per esempio quando vengono utilizzati contemporaneamente diversi macchinari.
4. Perché la potenza è importante per un'azienda?
Per molte attività la potenza richiesta dipende dal modo in cui vengono utilizzati gli impianti e i macchinari.
Un'azienda può avere contemporaneamente:
macchinari elettrici;
sistemi di climatizzazione;
pompe;
compressori;
forni o apparecchiature di processo;
sistemi di refrigerazione;
infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici.
Se più apparecchiature vengono utilizzate contemporaneamente, la potenza richiesta può aumentare.
Per questo motivo, analizzare soltanto i kWh consumati nell'anno non è sufficiente per capire se la fornitura è adeguata.
È utile osservare anche quando e a quale livello si concentra la richiesta di potenza.
5. Una potenza impegnata troppo alta può costare?
Sì, perché alcune componenti della bolletta sono legate alla potenza impegnata.
Nello Scontrino dell'energia di ARERA, la quota potenza dell'energia elettrica è espressa in relazione alla potenza impegnata e può essere dovuta anche in assenza di consumi.
Questo significa che la potenza non è soltanto una caratteristica tecnica della fornitura: può avere anche un impatto economico.
Di conseguenza, mantenere una potenza impegnata molto superiore alle esigenze effettive può significare sostenere costi che meritano di essere verificati.
Ma attenzione: ridurre la potenza non significa automaticamente risparmiare.
Prima di modificare una fornitura è necessario verificare i dati storici e considerare le esigenze operative dell'attività.
Una potenza troppo bassa, infatti, può creare problemi quando l'azienda deve utilizzare contemporaneamente apparecchiature che richiedono molta potenza.
6. Come capire se la potenza della tua azienda è adeguata?
Il primo passo è guardare i dati disponibili nella bolletta.
In particolare, è utile verificare:
la potenza impegnata;
la potenza disponibile, quando riportata;
i livelli massimi di potenza prelevata;
l'andamento della potenza massima nei diversi mesi;
eventuali variazioni legate a stagionalità o attività specifiche.
ARERA prevede che nella bolletta siano disponibili informazioni storiche sulla potenza massima prelevata negli ultimi 12 mesi.
Il confronto tra questi dati può aiutare a capire se la potenza associata alla fornitura è coerente con il reale profilo di utilizzo.
Per esempio, se per molti mesi la potenza massima prelevata rimane molto distante dalla potenza impegnata, può essere utile approfondire la situazione.
Se invece i picchi di potenza sono frequenti e vicini al livello disponibile, ridurre la potenza senza un'analisi preventiva potrebbe non essere opportuno.
7. Potenza ed energia non sono la stessa cosa
Questo è uno dei concetti più importanti da ricordare.
Immaginiamo due aziende con lo stesso consumo annuo.
La prima distribuisce il consumo abbastanza uniformemente durante la giornata.
La seconda concentra una parte importante dei propri consumi in brevi periodi, utilizzando contemporaneamente diversi macchinari.
Le due aziende possono avere consumi annuali simili, ma esigenze di potenza molto diverse.
Per questo, quando si analizza una fornitura aziendale, consumo e potenza devono essere osservati insieme.
Il dato in kWh racconta quanta energia è stata consumata.
Il dato in kW aiuta invece a capire quale livello di potenza è stato richiesto.
Sono due informazioni diverse, ma entrambe necessarie per comprendere il profilo energetico di un'azienda.
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